
30) Seneca. L'invito alla virt diventa un'invettiva contro i vizi
dell'epoca.
    Seneca si scaglia contro quella che i latini chiamavano
avarizia - lo sfrenato desiderio di possesso -, e che egli
considera la madre di tutti i vizi

Lettere a Lucilio, 89 (vedi manuale pagine 200-201).

    Dir cose giovevoli anche ai pi riottosi. Talvolta giungano
pure ai vostri orecchi parole piuttosto dure e, poich non volete
ascoltare la verit singolarmente, ascoltatela tutti assieme. Fin
dove estenderete i vostri poderi? il territorio, che era
sufficiente a contenere un popolo,  troppo stretto per un solo
padrone. Fin dove spingerete i vostri aratri, non contenti di
limitare i possedimenti neppure nello spazio delle province?
Famosi corsi d'acqua bagnano terreni privati e grandi fiumi,
confini di grandi popoli, vi appartengono dalla sorgente alla
foce. Ma anche questo  per voi troppo poco! occorre che i mari
siano cinti dai vostri latifondi, che di l dall'Adriatico e dallo
Ionio e dall'Egeo domini il vostro castaldo, che le isole, dimora
di illustri condottieri, siano tenute in nessun conto. Siano
estesi i vostri possedimenti quanto volete, sia un podere quello
che una volta si chiamava impero, appropriatevi di tutto ci che
potete, finch gli altri posseggono pi di voi. Ora mi rivolgo a
voi, la cui dissolutezza si manifesta non meno della cupidigia di
costoro. A voi dico: fino a quando non vi sar lago su cui non
sovrastino le vostre ville, fiume le cui rive non siano adorne
delle vostre case? Ovunque scaturiranno vene di acqua calda, ivi
vedremo sorgere asili per la dissolutezza. Ovunque la spiaggia
s'incurver in un'insenatura, voi subito getterete delle
fondamenta e, solo contenti del terreno ottenuto con le vostre
mani, spingerete il mare indietro. Risplendan pure dappertutto i
vostri palazzi, in un luogo eretti sui monti con ampia vista verso
la terra e il mare, nell'altro innalzandosi dal piano fino
all'altezza dei monti; bench abbiate costruito molti e grandiosi
edifici, tuttavia ciascuno di voi ha un corpo solo e assai
piccolo. A che servono molte stanze da letto? dormite in una sola.
Non vi appartengono quelle in cui non abitate. Quindi passo a voi,
la cui smodata e insaziabile golosit di qui fruga i mari di l le
terre, cerca di prendere alcuni animali con l'amo, altri col
laccio, altri con varie specie di reti: nessun animale 
tranquillo, finch voi non sentite la nausea. Di coteste vivande,
che vi procurate mediante l'opera di tante persone, quanto poco
gustate con la bocca stanca di raffinate sensazioni! di cotesta
fiera cacciata con grave rischio quanto poco riuscir ad
assaggiare il padrone che digerisce a stento ed  facile alla
nausea! di tante ostriche, provenienti da paesi cos lontani,
quanto poche van gi per cotesto stomaco insaziabile! Disgraziati,
dunque credete che in voi la fame sia pi grande del ventre?.

(Seneca, Lettere a Lucilio, UTET, Torino, 1951, pagine 351-352).

